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[VIAGGIO] SudAmerica 2008-9 (sola lettura)
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iBaby
Cazzaro Supremo
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 Messaggio Inviato: Dom Gen 11, 2009 1:17 am    Oggetto:
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Domingo, Paracas e le svomitazzate di Nazca...

Entrati in Peru, la priorita e stata quella di arrivare piu velocemente possibile dall amico Domenico che ci aspettava a Lima per proseguire il viaggio.
Una lunga, quanto incredibile sgroppata da quasi 1400 km in mezzo a pieno deserto. Distese e distese di sabbia, dune alte come montagne, montagne che a volte vengono sopraffatte dalla sabbia e dal vento che proviene dall oceano pacifico.



Una bellezza aspra, soffocante, fatta di vento tagliente, sole bollente ed un paesaggio che ti lascia impietrito. Le cittadine sono comunque sorridenti, movimentate, fra di esse il nulla. Noi comunque ci mescoliamo bene fra i locali, che alla fine son anche simpatici e sorridenti.
Arrivati a Lima, ci accoglie uno sterminato cumulo di baracche abitate da disperati poi, basta addentrarsi nella citta, per scoprire la quiete, l ordine e la modernita.





Nel cuore della citta, proprio a qualche cento metri dal mare, troviamo l amico Domenico, dopo piu di un anno lo rivediamo. Ora vive qui, lontano da casa, perche qua si sta meglio e con poco si vive bene, ha ragione.
Passiamo due splendide giornate con lui e con la compagna peruviana Alizon, andiamo anche a visitare l orfanotrofio dove, a capodanno, hanno organizzato una festa per i bambini con i soldi che abbiamo, avete donato.
Giochiamo un po con i bimbi, ed ispezioniamo la struttura, che e ben messa ed organizzata, parliamo un po con la direttrice e vediamo filamti e foto della festa, provando anche, che i soldi sono stati spesi per i bimbi, bien, muy bien!
Noi, in quell occasione non abbiamo avuto la concessione di fotografare, le regole sono molto rigide, non indaghiamo sul motivo e lo rispettiamo, anche se con disappunto.

L amico Domenico poi, ci stupisce, tirandosi indietro sul viaggio. Senza batter ciglio ci fa capire che non ci avrebbe seguito come da programma stabilito ormai da piu di un anno e riconfermato fino a pochi giorni prima.
Non sarei andato di corsa nel nord del Peru, avrei visitato qualcosa in piu, questa sua decisione, nonostante la accetti, un po mi lascia indispettito.
Neanche qua voglio discutere la decisione, proseguiremo il viaggio da soli, non sara certo questo un problema, e non sara certo questo a non mandare un saluto caloroso all amico Domingo che ci ha ospitato.

Laciata Lima procediamo per la penisola di Paracas (parco naturale). Non seguiamo i consigli della guida e cerchiamo alloggio proprio a Paracas, paesello di quattro anime. Mai fatto scelta migliore!
Il paesello e tranquillissimo, una favola, da li prendiamo una barchetta per visitare le vicine isole ballestas, chiamate le galapagos dei poveri, ma che non hanno nulla da invidiare alle sorelle ecuadoregne.
Un paradiso per colonie di pellicani, cormorani, uccelli vari, pinguini, leoni marini ecc, infinitamente emozionante.





Il pomeriggio, come due idioti, in maglietta e pantaloncini, saltiamo sulla motocicletta e via, in pieno deserto sulla penisola per scoprirne le bellezze piu nascoste. Fantastica, fantastica! Ma... Ovviamente... Bruciati vivi! A volte sembriamo proprio due dilettanti, anzi, forse lo siamo eheheh! Mai andar nel deserto scoperti, maiiii...





Il giorno seguente, cioe ieri, prendiamo un bus per raggiungere Nazca, famosa per le linee geroglifiche lunghe anche duecento metri, uno dei grandi misteri dell uomo. Per ammirarle, non c e altro modo che noleggiare un volo con uno di quei piccoli aerei con 6 posti compreso il pilota.
Io da copilota, tamara dietro con tre giapponesi, dopo venti minuti di volo traballante, con forte vento, i cinque valorosi depongono l ascia e le macchine fotografiche per agguantare il sacchettino bianco posto davanti a loro. Lo stomaco non ha retto ed e rimasto ribaltato fino ad oggi. Nemmeno il volo tattico fatto durante il militare nei paracadutisti con il terribile g222 mi aveva scombussolato tanto...
Comunque ne e valsa la pena, le linee, sono sconvolgenti...



Oggi, per riprenderci, abbiamo dovuto prolungare i giorni di mare, ci siamo sacrificati in spiaggia qua a Paracas e questa sera dovremo, purtroppo, mangiare altro pesce fresco con vino bianco, vabe, qualcuno lo dovra pur fare no??

In questi giorni abbiamo proprio fatto i turisti, roba da pazzi, abbiamo speso le incredibili cifre di 15 euro per dormire e 20 per cenare, pensare che qualche giorno fa abbiamo speso 2 euro per mangiare in due e 4 per dormire. Spese folli!

Ora pero, il turismo balneare mi ha gia stufato, domani ripartiamo verso l interno alla ricerca di posti meno normali, alla ricerca di qualche paesino misterioso, per poi raggiungere Machu Picchu. Da qui ci sono due strade, una veloce e bella, l atra un po disastrata, quale sceglieremo?

Un abbraccio a tutti, Simone e Tamara .))


PS. Qualche pignolino mi ha fatto notare che faccio qualche orrore di ortografia, e difficile scrivere e fare mille cose in poco tempo e con due occhi semrpe puntati dietro alle spalle, a volte l orrore scappa, provateci voi e... abbiate pazienza!

PS2 Solo per alcuni. Leggetevi quali sono i 5 paralleli di riferimento e scoprite come sono disposti, noterete che l equatore sta al centro della sfera terrestre e non poco prima del circolo polare antartico, quello che intendete voi e il tropico del capricorno, e noi non l abbiamo ancora raggiunto... =)
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 Messaggio Inviato: Mer Gen 14, 2009 3:29 am    Oggetto:
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Saranno state le maledizioni di mio padre che avevo preso per i fondelli il giorno prima dal mio internet point praticamente in riva al mare a Paracas... Sta di fatto che, lasciata Nazca in direzione Cuzco, su di una strada tremenda, si e' messo a nevicare!



Un'improvvisa bufera di neve, la temperatura che scende vertiginosamente, noi ancora vestiti da deserto, l'altezza che ti spezza il fiato.
Tamara ho dovuto rianimarla collegandogli al torace i poli positivi con quelli negativi della batteria, per poco non la perdevo hahah!
Cmq la bufera e' stata pericolosa, la neve cominciava a depositarsi, noi a passo d'uomo per cercare di arrivare ad una citta', le gomme che iniziavano a scivolare, il gelo che ti aggrediva. Tre interminabili ore per fare quasi cento chilometri di neve. Finita quella, con acqua e buio su di una strada spesso disastrata e scivolosa siamo riusciti a raggiungere un rifugio...
Il giorno seguente il tempo non migliora, l'acqua non ci molla, la strada e' una fetenzia... Verso sera pero' qualche raggio di sole trafigge le nuvole, dandoci il tempo di percorrere in santa pace, una strada sterrata che ci condurra' vicino a Machu Picchu.



Arrivati a Ollotaytambo chiediamo subito informazioni, la strada per Agua Caliente (paesello sotto Machu Picchu) non esiste, l'unico modo e' andarci con il trenino sfigato.
Quando pero' sento cosa costa il treno e l'ingresso impazzisco in ina lite furibonda con il cassiere, 100 dollari per il treno dell'amore e per entrare al sito, roba da pazzi.
Non c'e' ragione al mondo per la quale pagare una cifra simile, un ladrocinio vergognoso a cui non voglio partecipare e non partecipero.
Preferisco non vedere i due sassi di Machu Picchu piuttosto che portare avanti questa vergogna. 100 dollari qua sono uno stipendio, come se facessimo pagare ad un giapponese 1000 euro per visitare il colosseo, ma dico, scherziamo!?



Cosi, questa mattina (sotto l'acqua) ripartiamo verso il Titicaca, dove siamo ora ma... Una protesta contro il governo regionale di Cuzco impazza!!! Sessanta chilometri a passo d'uomo per colpa di sbarramenti fatti con tronchi, sassi, vetri, copertoni, fuochi etc, incredibile... In alcuni momenti la gente si dimenava vedendoci sfondare i blocchi. Non so chi ha ragione, pero', amici peruviani avete rott u caz...
Fortunatamente poi la strada e' migliorata, il tempo solo a tratti. Attraversiamo un immenso quanto stupendo altopiano per arrivare fino qui, non so perche' ma amo gli altopiani...





Ora siamo a Copacabana in Bolivia, in riva ad uno dei piu' grandi laghi al mondo, circa 4000 mt di altezza e guardandolo davanti a noi si prospetta l'infinito, eccone un assaggio...



Besos :))
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 Messaggio Inviato: Gio Gen 15, 2009 12:06 am    Oggetto:
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Titicaca e comunicazioni di servizio...

Oggi gita sul Titicaca.

Con una barchetta derelitta che ha rischiato piu volte di affondare, abbiamo solcato le acque di questo enorme lago, l'altitudine dona una luce particolare al cielo e di riflesso al lago...





L'isola del Sole, una semplice isola in mezzo ad un lago bellissimo, le tanto decantate rovine della fonte e del tempio inca sono delle Titicacate pazzesche che non meritano (cavolo, sto diventando rognoso eheh), e non hanno meritato, nemmeno una foto...



Fonte a parte, la gita e stata molto piacevole!

PS. La foto di ieri del lago non si riferisce a Copacabana ma alla piccola insenatura di Puno in Peru, il lago vero e proprio e' immenso...

PS2. Molti mi chiedono "Ma non siete in ritardo?", la risposta e' si!
Siamo in clamoroso ritardo, ormai i giorni persi non potremo piu recuperarli, cosi... Con nostro grande dispiacere prolungheremo di qualche giorno la permanenza!!! ;))

---

Oltre a questo devo comunicarvi che il giorno 17 Gennaio 2009 ore 16.30 italiana, presso il secondo padiglione (quello di Bikers Life) del Bike Expo di Padova, io, Tamara e Claudio Giovenzana, faremo un collegamento video (almeno ci proveremo), che verra trasmesso su maxischermo per i partecipanti della fiera.
Quindi se siete in giro per Padova e se andate in fiera, alle 16.30 tutti nel padiglione di Bikers Life per vederci in diretta.
Ovviamente se troveremo un internet point con webcam e se Reef ed Eliana ce la faranno a far funzionare tutto!!!

Un abbraccio a tutti ;))
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 Messaggio Inviato: Lun Gen 26, 2009 10:26 pm    Oggetto:
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BOLIVIA: vivi per miracolo?

Quello che sto per raccontarvi ha un po' dell'incredibile ed un po' del prevedibile visto che mi conoscete...

Partiti da Copacabana sul lago Titicaca ci siamo diretti verso il salar di Uyuni, la strada piacevole e la giornata perfetta ci ha fatto raggiungere velocemente i bordi desertici del salar dove abbiamo piazzato la tenda, nel nulla, da cinghialotti...

Il giorno seguente ci tuffiamo a capofitto nella pista. Sabbia, fango, detriti di ogni genere, un calvario durato ore ed ore. Siamo caduti in totale otto volte, prima nel tentativo di guadare una enorme pozza (finiti a mollo), scivolati sulla sabbia, scivolati sul sale, etc etc, sembrava un film comico... La vista di un enorme cratere formato da un meteorite, fenicotteri, ed altre aspre bellezze ci rincuorano...

Vista la strada decidiamo di cambiare itinerario, tentando di raggiungere una frontiera piu a nord ma la strada peggiora. La strada si stringe, le lingue di sabbia diventano dune dove i pochi fuoristrada lasciano solo le ombre. Dopo ore nel tentativo di superare il tratto demoniaco, ormai spompati decidiamo di tornare indietro, non e' strada per noi, ho rischiato piu' volte di bruciare la frizione. E' veramente chiedere troppo al mio ippopotamo di metallo! Piazziamo nuovamente la tenda, ma all'ombra di un vulcano stupendo. La notte, una stellata da cardiopalma ci mostra tutta la sua bellezza, con la via lattea ben visibile torniamo a fare i cinghiali. Due scatolette, due barrette energetiche ed un po' d'acqua sono la nostra cena...



La mattina decidiamo di tentare il salar, sembra facile, la mappa delle piste c'e'. Ci tuffiamo dentro senza timori, si viaggia anche veloci sul solido strato di sale. Lo spettacolo ci lascia piu' volte proiettati in un sogno, l'immensita' del salar, il vulcano alle nostre spalle, le isole che sbucano dal bianco qua e la e che sembrano galleggiare su di esso, poi la tragedia.
Finiamo in una zona piu' molle, ma quando ce ne accorgiamo siamo nel fango con la moto bloccata. Nessun tentativo va a buon fine, la stanchezza e la disperazione comincia a prendere il sopravvento, un incubo. Mentre Tamara monta la tenda affianco della moto io vado a piedi nel nulla, vagando per ore nel tentativo di vedere una traccia, una vita umana, una jeep, un soccordo, ma nulla. Sembra non ci sia nulla e nessuno, torno da Tamy un po' incredulo, confuso. La notte, martellata da un fortissimo vento, e' difficile da far passare, non si dorme, la preoccupazione e' quella di rimanerci, sotto uno strato di sale, che pero' almeno dorvebbe ben conservare i corpi... Cosa fare, abbandonare la moto e tentare di raggiungere a piedi un paese? Ma dove, ma quale, e chissa' se siamo realmente nella posizione dove crediamo di essere.
Tamara piange, io quasi, beh forse qualche lacrimuccia si, ma non ditelo a nessuno. La decisione sbagliata potrebbe condannare me e lei, come decidere...



La mattina decidiamo di ritentare con la moto, potrebbe essere l'unica salvezza, il salar e' troppo grande e noi troppo piccoli. Dopo decine di tentativi con le ultime forze riusciamo a liberarci. Camminando al suo fianco spingendola ed accelerando ci allontaniamo dalla zona maledetta ma la fatica e' tanta, il respiro manca, l'altitudine non aiuta. Chilometri a spinta poi mi fermo, con il cuore in gola, e lei affonda di nuovo. Tentiamo di infilare delle pietre sotto la gomma ma nulla sembra affondare ancora di piu'... Poi un lampo di genio di Tamara, a mio malgrado devo ammettere che in questo caso il suo genio e' stato alquanto provvidenziale. Smontiamo i bagagli e la gettiamo a terra su un lato, poi strisciandola la portiamo in una zona piu' solida, la fatica e' immensa, pero' ne veniamo fuori e ripartiamo. Costeggiamo il salar, ma tutti i suoi confini sono pieni di fango, non possiamo rischiare ancora, cosi' ci dirigiamo verso nord, verso il vulcano, dovrebbe esserci un paesino, speriamo di arrivarci... Ma ben distanti la poca benza rimasta finisce, siamo a piedi nuovamente.
Abbandonata la moto ci dirigiamo verso quello che sembra essere il paesello, non ne siamo sicuri, i riflessi del sale sono forti e la vista debole, lo speriamo tanto! Camminando per quattro ore sotto il forte sole, con i riflessi del sale che ci accecano. A volte cadiamo in terra in preda a forti giramenti di testa, l'acqua e' ormai finita, il paese e' ancora lontano. Lo raggiungiamo a gattoni, in preda al delirio, arrivati nella piazzetta, sorreggendoci l'un l'altro, riusciamo a prendere dell'acqua, due bottiglie da due litri in pochi sorsi, l'abbiamo scampata!



Cerchiamo della benzina e qualcuno che ci possa accompagnare alla moto, la gente ci guarda stupita, non capisce da dove arriviamo, quando gli e lo spieghiamo rimangono pietrificati. Troviamo riparo per la notte in una stanza affittata da una sciura del paese. Le bruciature in faccia ed agli occhi si fanno sentire. Compriamo delle patate e ce le facciamo grattuggiare, ma non bastano, tutta la notte e tutto il giorno dopo rinchiusi nella camera in preda a forti dolori agli occhi e con le labbra, naso e viso completamente ustionati, terribile.
Verso sera, con gli occhiali da sole ed il cappello basso, con due tizi ed una vecchia carretta accesa a spinta andiamo a recuperare la moto nel salar, mettiamo la benza e torniamo al paese.
Un ragazzo mi aiuta a lavare la moto completamente ricoperta dal sale, poi mi invita ad assistere ad una festa tradizionale a cui partecipano pochi, lui, che vive in cile, torna tutti gli anni per assistervi. Gli occhi mi bruciano ancora ma non poso rinunciare!
La festa ha inizio alla chiesetta, danze, suono di tamburi e flauti fatti a mano, fuochi ed altro per venerare il santo protettore. Poi in paese, noi li, da una posizione rivilegiata. Tamara mi abbandona dopo poco, io devo resistere, non me ne pentiro, infatti... Si inizia a bere tutti dallo stesso bicchiere un intruglio estratto dalla canna da zucchero ed aromatizzato con la cannella, una schifezza che pero' inebria. Le vecchie bevono come spugne e mi obbligano a fare altrettanto, tutti mi abbracciano e mi baciano, invitandomi a ballare con le piu' storte. Quando ormai le gambe non tengono piu' il peso del mio corpo allora saluto tutti per il privilegio e mi allontano. Cospargo di svomitazzate le vie del paesino, mentre avanzo a passo del leopardo, la notte sto male come un cane ma ne e' valsa la pena, sono felicissimo, dopo aver rischiato la vita ci voleva!



Quando le prime luci dell'alba entrano dalla finestrella sono ancora stordito, ho un male allucinante alla schiena, scopro il perche', ho dormito con una patata sotto la schiena!
Rimontiamo la moto, cerchiamo altra benzina, salutiamo gli abitanti e via, dentro una pietraia, costeggiando il vulcano ci allontaniamo da questo posto maledetto-benedetto.

Tamara, dicendomi "qualcuno ha guardato giu" mi lascia amareggiato, e' una pugnalata al cuore. Sapete bene che io non sono credente, ma a parte questo, la cosa piu' dolorosa e' che il pensiero va subito ai miei cari amici, che mi hanno abbandonato prima del tempo. Per loro nessuno ha guardato giu? Perche' questo privilegio? Volete dirmi che a loro, persone rispettabili e buone, il buon dio non ha avuto tempo? Non ci credo, non fatemi incazzare!
Come posso dimenticare Davide, Gianluca, Rosario, Michele e sua moglie, Gianni a cui il destino aveva gia voluto regalargli un handicap dalla nascita eppure ha voluto finirlo con una leucemia. E molti altri fino al gentile Renato e quell'ottimista di mio cugino Roby stroncato poco fa da un infarto a quarant'anni. No non ci credo, e non permetto a Tamara ne a nessuno di dire che qualcuno ha guardato giu, non lo permetto. Questa cosa mi ferisce, mi da rabbia.

La giornata e' dura, i vapori dell'alcool si fanno sentire e la strada e' terribile, riusciamo a raggiungere con fatica la postazione dell'andata, campeggiamo. Puzziamo da morire, fango, sale, e randagismo, gli animali ci stanno a distanza. Di notte piove a dirotto!

All'alba si riparte, la strada e' pessima e la pioggia non ha migliorato, poi raggiunto il benzinaio dobbiamo anche aspettare che arrivino le cisterne per il rifornimento, la sfiga continua.
Fatta benza velocemente ci dirigiamo verso Potosi, la citta e' gradevole, faccio benzina e.... Ho la gomma a terra! Cerco un gommista, a spinta ci arrivo, la gomma e' bucata nel peggiore dei modi, di taglio, dentro la venatura del battistrada. Provo con il primo gommino, non tiene! Una compilation di epiteti difficilmente ripetibili si fa strada per le vie di Potosi. Tento di affiancargli un secondo gommino, non si dovrebbe fare, cmq tiene e possiamo ripartire. Fuori citta imbocchiamo la strada per il confine argentino, ma la bella strada si trasforma in pista di fango, pazzesco! Dopo poco siamo fermi per un tottentello, ingrossato per le piogge, nessuno passa, solo qualche grosso camion sfida la corrente. Dopo un ora di riflessione e dopo essere stati invitati a casa da due argentini anch'essi fermi, decido di tentare, su i pantaloni e mi getto nel fiume! La corrente e' forte e tira sul lato ma tenendo su il gas ed i piedi a mollo riesco nell'impresa!
Poi il buio prende il sopravvento, correre sul fango di notte con un cancello di trecento chili piu bagagli e' emozionante, poi ci accampiamo nel nulla, sempre in tenda, sempre sporchi lerci.

La mattina e' un valzer delle strade di mierda. Faticosa, oscena, ancora fango, fango, fango, si avanza a rilento, la strada non finisce mai, e' interminabile! Arriviamo nel primo pomeriggio, dopo un totale di 12 ore per 400 km, alla frontiera, dove passiamo... Incredibilmente... 5 caz di ore! Nemmeno nella frontiera fra pakistan e india cosi scadente e lenta!



A notte troviamo un albergo dove riusciamo finalmente a lavarci e spellare naso e faccia. La mattina siamo ontheroad, su una strada vera, sani e salvi... Forse qualcosa l'ho dimenticato, o forse non lo voglio ricordare, abbiate pazienza, anche per me l'eta' avanza!

Mauro Corona in uno dei suoi libri ama ricordare i suoi amici scomparsi e cita una frase di uno di questi (credo sia Cerio), voglio usare anch'io questa frase per i miei: "Alziamo il calice della vita, e alla morte l’ultimo sorso", ciao ragazzi.
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 Messaggio Inviato: Sab Gen 31, 2009 10:58 pm    Oggetto:
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Non se puede!

Ciao a tutti, dove ci eravamo lasciati? A gia', in Bolivia...

Fuori dalla Bolivia siamo entrati in Argentina, provandone subito il suo calore, durato poco pero', perche' la devi9azione verso il Cile era inevitabile...

Fra Cile ed Argentina non corre buon sangue, al punto che fra la frontiera Argentina e quella Cilena passano 160 km di paesaggi lunari, un po' di neve, fenicotteri e lama.





Approdiamo a San Pedro de Atacama, posto molto turistico ma che copnserva il suo fascino di paese polveroso di frontiera, molto piacevole. Le vallate attorno sono bellissime ma durano poco.
Infatti da li e per chissa' quanti migliaia di chilometri, il nulla, deserto piatto, noioso, allucinogeno. Fortuna che poi spunta una mano di pietra e la giornata si rallegra...





Visitiamo la zona costiera di nei pressi di Valparaiso, molto bello, molto turistico, molto caro. Nella nostra Cabana con cucina non resistiamo alla tentazione e cosi'... Supermercato, olio, peperoncino, pomodorini e PASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

Il giorno seguente lo impiego per fare due riparazioncine. Saldare i telaietti del bauletto e cambiare il tubo di recupero dei vapori dell'olio motore, ne ho adattato uno di fortuna.

Poi la lunga strada verso sud, nulla che attiri l'attenzione, solo le case stile europa del nord ci incuriosiscono. Qua gli spagnoli si son mischiati con Tedeschi, Olandesi, Inglesi, ecco perche' son cosi' freddi...

Riconquistiamo nuovamente l'Argentina, la simpatia e la disponibilita' delle persone e' un toccasana! Gli Argentini me gustano mucho!
E' tardi, ci accampiamo con la tenda vicino ad un ruscello, mimetizzando la moto con dei cespugli, figata il randagismo...

La mattina pero' devo tentare di tenere insieme il telaietto del bauletto sinistro con del fil di ferro, la saldatura a fiamma sulla cromatura non ha tenuto, mannaggia...

A meta' giornata su una bella strada che abbraccia un lago nei pressi di Esquen la tragedia... In curva Tamara mi avverte "abbiamo perso il bauletto sinistro!", mi giro, torno indietro, nulla, tutto il pomeriggio a cercare e nulla... Il bauletto e' svanito, incredibile! Tutti gli attretti, i miei preziosissimi attrezzi, perduti... Altra compilation di epiteti indicibili!

La mattina sono ancora nero marcio, altro giro di perlustrazione, niente, ci rassegnamo, abbiamo perso il bauletto cazzzz!!! Alla prima cittadina sosta in una ferramenter, ne comproi alcuni, quelli piu' necessari, esco e.... La gomma a terra!
Santi che scendono da ogni dove, raggiungo il gommista che ripara il bucxo nuovo e quello vecchio che non si sa mai, poi da un altro tizio a saldare i telaietti, in uno dei quali, mentre lo tiro giu, si rompe dentro una vite. Risultato siamo a meta' pomeriggio, giornata persa. Le restanti ore le passiamo a comprare i vestiti per Tamara (anche quelli persi), che giramento...

La mattina ci accoglie con nuvole e freddo gelido, il vento soffia forte e lateralmente, sembra che ci sia qualcosa che non voglia farci proseguire, cmq noi non moilliamo ed a meta' pomeriggio arriviamo dove la Ruta 40 diventa pietraia. Tutto tranquillo, fino a quando qualcosa non va, tempo di accostare e... GOMMA BUCATA! Questa volta i santi scendono prima che inizi, supplicandomi di non inveire verso di loro, solo l'avvento di due pick up li salvano dalle ingiurie.
Scendono degli uomini che si prodigano immediatamente nell'aiutarci, uno addirittura va a prendere un camion cisterna con compressore per gonfiarmi la gomma, spettacolo, unico problema che i pochi metri con la gomma sgonfia son bastati per piegarmi in piu' punti il cerchio...
Loro, con bagagli e Tamara raggiungono il paese, io da solo arrivo nel campeggio con la ruota nuovamente a terra, fortuna che li ad attenderci c'e' Miriam Orlandi (bloccata in questo luogo da quasi un mese per il cardano rotto) e lo splendido, ineguagliabile, padrone del camping, RAUL.
Un personaggio unico, di u8na gentilezza e squisitezza che ci lascia a bocca aperta, pulisce, ci porta da bere, ci lavai vestiti, ci offre da mangiare, ci fa trovare le brioscine calde la mattina, obbliga il calzolaio ad aggiustarci le scarpe, tutto con una bonta' innata che fa venire i brividi alla schiena, persone cosi' meritano amore e rispetto. MI TOLGO IL CAPPELLO. Se passate da Perito Moreno City non potete assolutamente saltare l'appuntamento con il suo minicamping e la sua umanita...





Domani ripartiamo, dovremo salutare Miriam che stara' qui ancora per un po', nell'attesa del suo cardano, nell'attesa che il suo viaggio prenda la via giusta. Noi gli e lo auguriamo, se lo merita, e' una brava ragazza, che fa tanto anche per gli altri. Da quando e' qua lavora gratis in ospedale e nel paese la chiamano tutti "La Dottora". Massimo rispetto, buena suerte DOTTORA! (il suo sito e' www.ioparto.eu dateci un occhio!)

Ora speriamo di non bucare la quarta volta, altrimenti nemmeno i santi basteranno piu', ciauuuu


PS. Ora non posso mettere le foto, ho il tempo contato e una connessione a carbone, lo faro' piu' avanti!!!
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 Messaggio Inviato: Ven Feb 06, 2009 1:56 am    Oggetto:
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Certo che detta cosi' incute un po' di timore, la fine del mondo...

Dopo mille peripezie siamo finalmente arrivati nel punto meridionale piu' estremo, oltre l'artico.
Difficile spiegare cosa si provi a traghettare lo stretto di Magellano, difficile spiegare cosa abbiamo provato ad arrivare qua. Nonostante la Patagonia e la Terra del Fuego siano, paesaggisticamente parlando, una noia mortale ed una grande delusione, e' bello esserci.

L'infinito e' bello, pero' dopo migliaia di km stufa...





Non e' che non sia bello, ma non ti lascia a bocca aperta, diciamo la verita'. Inoltre il maltempo che ci perseguita non aiuta, la stessa gita in barca per guardare da vicino cormorani e leoni marini, viene rovinata dalle nuvole grigie e dal freddo, freddo becco!



In prossimita' del faro, ho vuotato nel mare l'acqua raccolta a Mandello del Lario, l'ho riempita con quella del mare, che riportero' a Mandello!

Da qui si torna indietro, non si puo' proseguire.





Tenteremo il miracolo, migliaia di km per portare Tamara a Buenos Aires dove prendera' l'aereo per casa, in mezzo due cose importantissime da vedere, con queste due l'Argentina si gioca il giudizio definitivo.

La gomma posteriore e' pressoche' alla tela, il vento freddo ci molesta, per il 9 saremo nella Capital Federal?

Non ho molto tempo per scrivervi, sono stanco morto, spero di aver tempo piu' avanti, per ora un saluto a tutti voi dalla FINE DU MUNDO.
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 Messaggio Inviato: Gio Feb 12, 2009 9:01 pm    Oggetto:
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BUENOS AIRES CAPUT MUNDI

Un saluto dalla moderna citta' di Buenos Aires...

Siamo riusciti nell'impresa, quasi quattromila km in quattro giorni con pioggia, forte vento, freddo, due frontiere, un traghetto e la visita del fantasmagorico ghiacciaio Perito Moreno (mai vista cosa simile) e la fantascentifica riserva naturale di Punta Tombo, con mezzomilione di pinguini che dormono, nutrono i piccoli, vanno a pesca e ti camminano sui piedi, SPETTACOLARE!









Air France ci ha dato ancora problemi, Tamara ha dovuto cambiare volo altrimenti sarebbe rimasta bloccata a Parigi due giorni, fortuna che abbiamo chiesto prima di fare il checkin, cmq mai piu con loro!

Cmq e' tornata a casa sana e salva, io, con mio grande dispiacere mi tratterro' qui ancora per un po, oh... povero me! ihihih

Ho fatto un tagliando e cambiato la gomma posteriore, siamo arrivati qua con la tela di fuori, e non e' un modo di dire!!!



I mototuristi si fermano da DakarMoto e cosi' anch'io, meccanica, ostello e minicamping. Mi accoglie un vecchio "parlo solo inglese", ed io penso "cazzo dice sto tossico, non e' uno spagnolo??", poi ho capito che lui era un ospite "dell'ostello", un australiano, avra' sessantanni e... Con il suo vecchio bmw 850 con 600mila km (sticazzi) ha girato tutto, ma proprio tutto il mondo, ed altri del suo calibro, passato serate fantastiche. Mi viene quasi da paragonarla a quella sera a Lahore quando mi trovai in un ostello con un messicano, un giapponese, tedeschi, australiani etc. Stesse cose. Una birra, una cannetta, molte parole e racconti di viaggio, fantastico.



Questi folli se ne stanno via per anni, loro si che son viaggiatori, io sono un motocazzaro, io cazzeggio per il mondo, loro se lo gustano lentamente, slowwww, slowww, questo e' il modo giusto.
Ammetto che, nonostante i due mesi piu ritorno che mi sono concesso, e' un tempo veramente ridicolo per assaporare culture, profumi, luoghi, questo mi fa pensare se, in futuro, faro' ancora lo stesso errore o cambiero sistema, mah...

Domani riparto ma c'e' un se... Mi fanno un male porco le costine che ho picchiato raccogliendo l'acqua sulla barchetta a Ushuaia, per qualche gg niente, ora nn riesco a dormire, sono ancora indeciso se andare a farmi controllare o aspettare, mah, io detesto gli ospedali... Aspettero!

Bien, ora vado all'ostello con i miei amici stranieri, nessuno parla spagnolo, io parlo pochissimo inglese. Cmq anche se ci sono due australiano, uno svizzero tedesco, uno slovacco ed un americano, ci comprendiamo benissimo. In particolar modo quando gli ho preparato una vera e fantastica pasta all'italiana, due gg che mi fanno i complimenti, vorrei vedere, con le schifezze che sono abituati a mangiare loro ahhah!!!

CIAUUU :)
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L'ultima modifica di iBaby il Ven Feb 27, 2009 2:36 pm, modificato 4 volte
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 Messaggio Inviato: Ven Feb 13, 2009 7:29 pm    Oggetto: Un passo indietro, uno in avanti e la Paniscia che fu...
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Un passo indietro, uno in avanti e la Paniscia che fu...

Piu' che un aggiornamento volevo fare qualche riflessione mentre aspetto che il male alle costine mi passi. Cmq tranquilli, oggi sento molto meno male...

A volte quando si e' pressati da alcuni eventi negativi o quando si e' particolarmente stanchi e nervosi si tralasciano aspetti molto importanti. Ora sono abbastanza rilassato cosi, faccio qualche considerazione.

In questi due mesi ho parlato con molte persone, me gusta! Mi piace ascoltare cos'hanno da dire, come la pensano del loro paese e del nostro, sono un curiosone.
Parlando con tassisti, camionisti, benzinai, baristi, gente per la strada o con altri viaggiatori si capiscono molte cose. A volte pero', serve percorrere "l'infinito" con il nostro ferro, per avere il tempo di riflettere. La nostra societa' non ce lo consente piu', troppo fretta, troppo stress. Nonostante la fretta di arrivare a Buenos Aires il tempo di riflettere, nella pampa, c'e' e l'ho sfruttato (almeno c'ho provato!).

A Ushuaia, parlando con un barista, viene fuori che suo nonno era italiano, tanto per cambiare! Dopo un po' dice "ma perche' voi italiani, spagnoli e portoghesi, ovvero i veri paesi latini, avete voltato le spalle ai vostri fratelli sudamericani?", la discussione si fa interessante cosi' non perdo occasione. Dice che ora che il sudamerica cresce e l'europa cade, noi latini, abbiamo voluto condividere il nostro letto con popoli ai quali non avremmo nulla da condividere, troppo diversi, brave persone ma diversi. Dice "non era meglio stringere amicizia con noi?". Ora la discussione e' lunga e contorta, pero' nella pampa mi ha fatto riflettere, loro sono molto legati a noi, noi abbiamo preferito legarci con i paesi nordici che con noi non centrano nulla, mah, senza agiungere altro lascio a voi la riflessione...

L'argentina e' un bel paese o meglio, un paese con cose fantastiche da vedere ma con in mezzo solo l'allegria, la simpatia e la disponibilita' del suo "pueblo". Se cosi' non fosse rimarrebbe un paese mediocre.

Ieri pomeriggio ho visitato Buenos Aires, bella citta' moderna. Al ritorno i ragazzi "all'ostello" mi han chiesto "ti e' piaciuta la citta'?". Cosa rispondere? "Si, carina, pero' scusate, io vivo in Itali'!". Per noi un edificio di 1000 anni e' una cacata moderna.
Poi sono andato a fare la spesa, un po di verdure, salamino, riso... Preparo la prima Paniscia sudamericana, i barbari stranieri rimangono allibiti mentre preparo il succulento piatto piemontese...
Han leccato la pentola, raschiata fino al metallo!

Bien, avevo un sacco di cose da dirvi, ma il tempo passa veloce, schizzo a dare un'ultima regolata alle valvole e preparare da mangiare!

Hola a todos!
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 Messaggio Inviato: Gio Feb 19, 2009 2:07 am    Oggetto:
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Fratelli d'Italia ed il Brasile che ti aspetti...

Dopo i bagordi all'ostello "Dakar" con paniscia e molto altro, con le costine ancora dolenti decido di partire, il tempo e' demonio!

La partenza e' traumatica, salutare i nuovi fantastici amici, e' il lato negativo del viajeros, il lato peggiore. Conosci persone fantastiche, condividi una frazione di vita e poi, arriva l'addio. Per chi, come me, viaggia per conoscere persone e' una tortura continua. Certo, a volte queste persone si rivedono, penso ai due tedeschi Christian e Tanja, conosciuti praticamente sulla frontiera Indo-Pakistana. E' stato un piacere immenso ospitarli a casa mia ed in un secondo tempo essere loro ospite in Cermania. Pero' sono casi, il piu delle volte questi amici rimangono nei ricordi. Questa parte del viaggiatore la odio proprio...
Ed infatti arriva... La mattina della partenza, io faccio finta di nulla, preparo la motoretta come se fosse una mattina come le altre, poi ne prendo uno per volta, un abbraccio, occhi lucidi, nessuno che ti lascia partire, trovando sempre una scusa per trattenerti qualche minuto in piu. E poi saluti, abbracci, risaluti, riabbracci, roba da pazzi, basta, occhiali scuri e me ne vado fra le foto ed i saluti. Ciao ragazzi, chissa' magari in qualche posto del mondo ci rivedremo!

Vado a nord, nella "mesopotamia" argentina, il caldo e' torrido se non orrido, in riva ad un bel laghetto trovo un camping, bene, devo risparmiare la "plata" mi fermo. Appena entrato vengo bloccato da una nipote di italiani, siciliani. Non posso defilarmi, e' comunque un piacere, sono nostri fratelli, fratelli d'Italia no?
Montata la tenda esco per una comida, ops, un pasto! Al rientro altro check point da superare, altro blocco, sempre nel campeggio. Un'altro italiano, mi invita a cenare con lui e la moglie, rifiuto, ho gia cenato! Mi adula con del buon vino ma resisto! Poi esclama "mio nonno era di Novara!". Va bene hai vinto vecchio pazzo, anche se sono stanco non posso rifiutare!
Tra una costina e tre litri di vino la serata passa veloce, quando gli parlo dell'Italia gli brillano gli occhi. L'emozione e' tanta, fino al punto che... Mi obbliga a cantare "Volare...", va bene hai vinto "Volareeeee, ooohhh, ohhh, cantareeeeee, ohhhh, ohhhh, ohhhhh, ohhhh". Campeggiatori svegli ma stranamente divertiti nonostante l'ora. Riesco a liberarmente solo alle quattro!
La mattina, aspetta il mio risveglio (comatoso) per consegnarmi un sacchettino con delle provviste per il mezzogiorno, non si sa mai. Foto, abbracci e con le lacrime si allontana, follie italo-argentine.

Il giorno seguente passo la frontiera, lenta, lenta come sempre la parte argentina, quasi incredibile. Altro paese altra corsa, sono in Brazil.
Cambio itinerario, cambio obiettivo. Entro in Brazil, traglio altri paesi, non ho piu spazio sul passaporto, per Venezuela e Colombia stacchero dei vecchi visti, ma si, stica...

Appena entrato mi accorgo subito che non capiusco una fava di quello che dicono, il portoghese scritto e' molto simile allo spagnolo che ormai conosco discretamente, mentre il parlato, con la cadenza brazilera e' come il bergamasco dello spagnolo, incomprensibvile! Meno male che ho un cognato brazilero! Si beh, cognato a volte, lui e mia sorella sono persone molto indecise, vabe...

Mi fermo accaldato in un luogo dimenticato da dio, dove pero c'e' un alberghetto a conduzione familiare, la signora, una tedescona brasilera mi da il benvenuto! Mi offre di dormire in camera con suo figlio, rispondo che se aveva una figlia era meglio ma non ho pretese, va bene!
Cena in casa con la famiglia, cucina mcasereccia e poi via, per le vie del centro in motorino con il figlio. Festa del paese, incredibile casino, incredibile allegria, incredibili cerveza!
Dopo qualche giro di birra, in uno spagnolo brazilerizzato dice "andiamo dai miei amici!" vaaaaaa bene. Li troviamo brasati dalla cachaca mista a cola, ovviamente ne approfittiamo avidamente fino a quando... Arriva la pula per una perquisa! Manganellate sulle gambe dei ragazzi fino a quando si accorgono che c'ero io, molto piu grande di loro (almeno di anagrafe) e straniero. Nulla da fare, i pulotti, in tutto il mondo, sono dei poveri frustrati smaniosi di potere. Fanno i grandi con dei ragazzini e poi se la fanno sotto con i delinquenti veri, succede in Brasile, succede in Itali'...

Poi 3 giorni di acqua battente! Altro che Brazil paese del sole!!!

Non ho visto nulla di fantastico ma ho trovato quello che mi garba di piu', contatto con la gente, nottate insonni, piccole cose che per me sono grandi. Mi sembra di tornare indietro di due anni fa, di ritorno da solo dall'India, Pakistan e Iran. Sara' mica Tamara che mi porta male, come l'aglio allontana i demoni? Sara' che il viaggiatore saolitario attrae piu' simpatia o... Sara' solo culo?

Dalla costa piovosa fra Sao Paulo ed il Fiume di Gennaio, un saluto verdeoro da Simone :))
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 Messaggio Inviato: Ven Feb 27, 2009 3:39 pm    Oggetto:
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Brazil full "immersion"...

Ci eravamo lasciati con le pioggie, e queste non hanno mai smesso di rompere i maroni...
Tutto il Brasile con la pioggia, a volte lieve, a volte battente, ma sempre acqua.
Fortunatamente una tregua di qualche ora mi ha consentito, a Porto Seguro, di prendere il sole su di una spiaggia paradisiaca, mare blu, acqua calda, sabbia rossa, vegetazione tropicale.
Ora capisco perche, proprio qua, i Portoghesi, mettendo piede per la prima volta sul continente americano, si stabilirono in questo immenso paese che ora si chiama Brasile.



Il giorno seguente tento una follia, raggiungere Fortaleza in un giorno.
Percorro 1650 km, piu' della meta' sotto l'acqua! Viaggio anche di notte, corro per la strada immersa di lucciole (lucciole non buttane...), e' da bambino che non ne vedevo cosi tante. A volte spengo le luci in corsa, sembra una pioggia di comete, fantastico. Da bambino abitavo in campagna, con gli altri bambini la sera, accompagnati spesso dai miei cugini, andavamo a catturare le lucciole, le mettevamo in un vaso di vetro e la usavamo come lampadina, poi le liberavamo. Ora da noi sono quasi sparite.
Verso le 11 devo mollare, sono lavato marcio e stanco, al primo albergo, a 250 km da Fortaleza mi fermo. E' carino e molto economico, si chiama "La panchina del distributore di benzina"!!! Infatti mi accampo fra camionisti e gente che passando di li mi offriva il caffe, ma cazzo fatemi dormire su sta panchina! Alle 6 arrivano i gestori, faccio benza li saluto e riparto, robe da cinghiali...
Ovviamente poco dopo ricomincia a piovere e cosi tutto il giorno. Fortaleza e' una citta' turistica, piena di "bellezze naturali" ed una spiaggia enorme. Incontro la cugina di Paulo ed il suo fidanzato, con loro trascorro una splendida giornata, sotto la pioggia riusaciamo anche a farci un bagno nel mare in burrasca, emozionante, intanto impazza il carnevale!







La mattina seguente, sotto pioggia, arrivo nel paese dove e' nato e vissuto Paulo. Il fratello, mamma ed altri mi accolgono come un figlio. Passo due giorni in una casa dove tutti i ragazzi del paese passano il carnevale, trenta ragazzi, uno sopra l'altro, una figata.



Il carnevale piu che altro e' una scusa per fare burdello, tutti saltano, ballano, si baciano per gioco, si pruzzano schiuma da barba, si buttano nel fiume e bevono come delle spugne. Questo e' il mio posto! Voglio vivere quiiiiiii! La vera figata di questo paese e' che la gente e' allegra, simpatica, le donne musone sono un brutto ricordo europeo.
Grazie a Paulo ed alla sua famiglia per questa splendida occasione, ho potuto mirare il Brasile da un'altra angolazione, dall'interno, questo si che e' viaggiare e comprendere.

Ma vi chiederete, ma dove sei ora? Dove stai andando?
Diciamo che, quando percorri la BR316 (mi sembra) ed arrivi in una citta in prossimita dell'equatore, dove ad un certo punto vedi qualcosa all'orizzonte ed esclami "l'oceano!" ed invece e' un fiume, allora sei arrivato a Belem, dove la foce del piu grande fiume del mondo si impossessa del mare.
Traghettero' il fiume fino a Manaus, per cinque giorni, sara' noioso? Forse si, ma un ottima opportunita per rilassarsi, guardare da vicino il Rio e riflettere su questo viaggio, sulla vita.

Ho sempre un mucchio di cose da dirvi ma per la fretta scrivo sempre poco e male, ci risentiamo da Manaus ragazzi, ciau :)
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